
Pietro M. Dalmasso
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pietro.dalmasso@monaco.mc

Ogni lezione di sci inizia molto prima di calzare gli scarponi: inizia dall’ascolto e dall’osservazione attenta di chi ho davanti.
Per me, comprendere chi sei davvero è il primo passo per trasformare la tua esperienza sulla neve in qualcosa di unico e indimenticabile.
Ho imparato nel tempo che bastano pochi segnali, il modo in cui ti muovi, il tono della tua voce, lo sguardo, per capire le tue emozioni.
Come mi ha detto Maria, uno dei miei allievi: “Non pensavo che sciare potesse essere così liberatorio, ma quando Pietro ha capito la mia paura, tutto è cambiato.”
La paura è spesso il primo ostacolo, specialmente se non scii da tempo o se ti avvicini allo sport per la prima volta da adulto o dopo un incidente.
Solo i bambini sembrano affrontare la montagna con spensieratezza naturale. E quando riesco a sciogliere quella tensione, la lezione si trasforma in un rapporto di fiducia, a volte anche in una vera amicizia.
Superare la paura di cadere significa riscoprire il piacere di sciare e vivere la montagna senza limiti. Ignorare questa emozione con comandi rigidi è il più grande errore che uno sciatore possa fare.

Il mio metodo si basa sul dialogo: ascolto, faccio domande, ti coinvolgo emotivamente.
Anche chi soffre di vertigini o si sente spaesato di fronte all’immensità bianca delle Alpi trova serenità grazie a una guida attenta e empatica.
Come mi ha confidato Paul: “Con Pietro, la neve non è più un ostacolo, ma una scoperta ogni volta nuova.”
Il primo passo per sciare con sicurezza? Imparare a fermarsi. Solo così si conquista la libertà e si vince la paura. Sciare non è solo uno sport: è un modo di rispettare la natura, di scoprire te stesso e di vivere la montagna con una nuova consapevolezza.
Da Principiante a Sciatore Sicuro: La Tua Storia sulla Neve
Insegnare a chi si avvicina per la prima volta agli sci, o a chi ha vissuto esperienze difficili, richiede pazienza, empatia e un approccio su misura.
Non si tratta di imporre regole, ma di accompagnarti in un percorso fatto di piccoli successi e grandi emozioni.
Parlare italiano, inglese e francese mi permette di creare un legame immediato, rompere il ghiaccio e farti sentire a tuo agio, qualunque sia la tua provenienza.
Non è solo tecnica: è costruire insieme la tua esperienza, giorno dopo giorno, passo dopo passo. Dopo tanti anni sulle piste di Cervinia, Courmayeur, La Thuile, Zermatt, Courchevel, Morzine e oltre, so che il segreto è proprio questo.
Se vuoi vivere la tua avventura sulla neve con un maestro che ascolta davvero, contattami per una lezione o un’esperienza su misura.
La Storia di Steven - Quando la Paura Lascia il Posto al Piacere di Sciare
Ogni lezione di sci comincia ben prima di infilare gli scarponi.
Inizia con un messaggio: “Indosso una giacca rossa con due strisce bianche. Ci vediamo davanti al grande schermo, all’uscita della cabinovia. Questo sono io.”; segue una mia foto sul WhatsApp. È un piccolo gesto, ma fa subito la differenza: chi ho di fronte si sente accolto, riconosciuto, al posto giusto. E la montagna, da subito, fa un po’ meno paura.
Quella mattina aspetto Steven. È inglese, 51 anni, manager nel settore immobiliare tra Londra e Monaco. Nelle sue email traspare una cosa: lo sci lo intimorisce profondamente.
Non è il primo, né sarà l’ultimo. Sono al punto d’incontro con anticipo, è una regola che mi porto dietro da sempre. “Se qualcosa deve andare storto, meglio esserci già,” mi ripeto ogni volta. Alle 9:02 non lo vedo, lo chiamo. Sta salendo sulla cabinovia. Lo attendo davanti al sole che sorge dietro le montagne. L’aria è gelida ma luminosa, il cielo è blu profondo.
Lo individuo subito: giacca blu, pantaloni grigi, passo incerto. Quando si avvicina, noto tutto: la tensione nelle spalle, gli scarponi slacciati, la giacca aperta, gli occhi sbarrati.
Anni fa avrei detto: “Forza, iniziamo.” Oggi so che la vera lezione è già cominciata, ed è fatta di gesti semplici. Gli prendo gli sci dalle mani, lo aiuto con calma a chiudere gli scarponi, gli suggerisco di coprirsi meglio. Niente comandi, solo attenzione. Lui comincia a parlare. Mi racconta della sua ultima lezione, andata male. Di come si è sentito giudicato. Di come lo sci gli sia rimasto dentro come un piccolo trauma.
Parliamo di tutto: rugby (ha giocato per vent’anni), famiglia, Brexit, il clima di Londra. Sci? Nemmeno una parola, ed è perfetto così. Arriviamo al campo principianti di Cervinia. La neve è compatta, il cielo terso e silenzioso. La salita sul tappeto mobile è il primo test.
Steven la affronta con dignità e una certa grinta. “Pensavo di sentirmi ridicolo, invece sto bene,” mi dice con un sorriso timido. Una nuova lezione è iniziata. Spiego i movimenti base, ma sempre con tatto. Niente fretta. Quando sente di avere il controllo, cambia tutto.
Alla quarta discesa, quasi senza accorgersene, Steven scende da solo. Poi si ferma, si volta verso di me e ride. “Bloody hell, I just did it!” esclama, con un misto di euforia e incredulità. Mi chiede subito di prenotare un’altra giornata. E poi un’altra ancora. Alla fine della settimana conosco anche sua moglie, Kate. Hanno sciato insieme. Si sono divertiti. Hanno riso, imparato, superato paure che sembravano invalicabili.
“Non ho mai pensato di potermi sentire così sicuro sugli sci. Pietro ha cambiato completamente la mia idea della montagna,” mi ha detto l’ultimo giorno, prima di partire.
Ti rivedi in Steven? Hai sempre sognato di sciare ma qualcosa ti ha trattenuto?
La prima lezione inizia con un messaggio. Scrivimi e costruiamo insieme la tua esperienza sulla neve. Un passo alla volta. Con calma. Con intelligenza. Con cuore.
Rebecca e la Fiducia Ritrovata
Cervinia, una settimana di gennaio qualsiasi. Una mattina di cielo velato, neve perfetta, alberi illuminati da riflessi d’argento. È lì che incontro Rebecca per la prima volta.
Arriva puntuale al punto d’incontro, sorridente, apparentemente tranquilla. Parla inglese, con quell’energia contagiosa di chi è in vacanza ma sa che sta per affrontare qualcosa di nuovo. Le chiedo del suo passato sugli sci, del suo lavoro.
Mi risponde con entusiasmo, ma noto subito un piccolo distacco, come se dietro la maschera e l’allegria ci fosse una tensione trattenuta.
Controllo l’attrezzatura: scarponi ben chiusi, attacchi tarati, sci preparati al punto giusto. Tutto pronto. Almeno in apparenza.
Una partenza silenziosa:
Saliamo in seggiovia e iniziamo a sciare. O meglio, provo a farla sciare. Rebecca sembra assente. Ogni consiglio cade nel vuoto. Quando cala la maschera sul volto si spegne. Nessuna reazione, nessun progresso. È frustrante, per entrambi, ma non mollo.
Inizia un gioco diverso: uso il tempo in seggiovia per parlarle di altro. Di barche a vela, della mia esperienza in mare, della neve che cambia col vento. La osservo. Cerco il modo di raggiungerla.
Poi, a un certo punto, alla quinta seggiovia, Rebecca si gira e mi dice: “Ma è vero che fai regate con il Tuiga?” Ecco il punto di svolta. Da lì cambia tutto. Rebecca inizia a raccontarsi: la sua vita tra Milano e Londra, il suo italiano perfetto, la passione per le lingue, per le montagne.
Il ghiaccio è rotto.
La svolta:
Mi confessa che tutte le sue precedenti esperienze sciistiche sono state un disastro. Lezioni fredde, tecniche, senza empatia. Ma lei ha continuato a provarci. Finora, senza successo.
A pochi minuti dallo sbarco dalla seggiovia, capisco che non posso seguire lo stesso copione. Decido di rompere il ritmo. E anche le regole. Scierò a spazzaneve... all’indietro. Sì, proprio così: per guidarla passo dopo passo, fronte a fronte, controllando ogni suo movimento e rassicurandola con la voce e lo sguardo.
Non c'è spazio per la paura, solo per l’attenzione condivisa.
Progressi visibili, entusiasmo crescente Finita la lezione, Rebecca mi prenota per l’intera settimana. A metà settimana, eccola sciogliersi.
Passiamo dal controllo costante alla libertà crescente. Gli sci cominciano a girare in parallelo, le curve diventano fluide. Lei ride. Io la incalzo, sempre in spazzaneve al contrario, sulle piste blu di Cervinia. Il nostro gioco funziona.
Non ha il tempo di ricordarsi che aveva paura.
Una trasformazione che va oltre lo sci:
Un mese dopo ci ritroviamo sulle piste di Alpe d’Huez. L’anno successivo, a Courchevel. Rebecca continua a crescere, a divertirsi, a fidarsi.
Alla fine, ci ritroviamo persino sulle piste rosse. Lei sicura, elegante. Io... sempre lì, davanti a lei, ancora in spazzaneve all’indietro, a seguirla come all’inizio. Sì, perché ogni tanto, per aiutare qualcuno a superare una paura, bisogna essere disposti anche a cambiare.
Ti riconosci in Rebecca? Hai avuto brutte esperienze sugli sci? Pensi di non essere portato? Proviamoci insieme. Con calma, con rispetto, con metodo.
Matteo e la Ricerca della Curva Perfetta
Conosco Matteo durante una settimana di marzo, a Cervinia. Ha 36 anni, vive a Milano e lavora nel mondo della comunicazione. Appassionato di montagna, scia da anni, ma sente di essere rimasto “bloccato” a un livello intermedio.
Il suo obiettivo è chiaro fin da subito: migliorare la tecnica, abbandonare lo stile rigido e spigoloso, imparare a carvare davvero.
Le aspettative sono alte, e questo mi piace. Ci incontriamo per una prima mezza giornata di valutazione. Il livello c’è. Matteo è sicuro, ha una buona padronanza dell’attrezzatura, ma appena aumenta la pendenza o la velocità, la curva si spezza, il controllo vacilla, e lo sci non gira: scivola. Gli manca la componente fondamentale della sciata evoluta: la conduzione.
Primi obiettivi: equilibrio, fiducia, continuità Gli spiego con chiarezza: per migliorare davvero dobbiamo lavorare in profondità, ripartire da schemi motori corretti e dedicarci con costanza. Matteo è motivato. Accetta. Decide di seguirmi per l’intera settimana, full-day.
Iniziamo il giorno dopo. Campo libero, sci medio-rigido ai piedi, pendii facili. Gli faccio togliere velocità, rallentare il ritmo.
Lo invito a sentire la progressione della curva dal piede interno, mantenere l’angolo giusto tra bacino e neve, lavorare su pressione graduale e inclinazione del busto, e lavorare sullo spigolo. “Pensa alla curva come a una parentesi che si apre e si chiude. Non tagliare. Disegnala”.
Matteo prende appunti, riflette, fa domande. E soprattutto ascolta.
Da allievo ad atleta:
A metà settimana cominciamo a lavorare su curve condotte in sequenza. Utilizzo i pianetti in pendenza per fargli gestire la pressione sugli sci senza frenate inutili.
Correggiamo il parallelismo degli sci, poi ad aumentare l’angolo. Analizziamo ogni curva. Ogni tratto di pista è un’occasione per correggere il gesto, togliere automatismi inutili, pulire la sciata. A pranzo rivediamo i video. Matteo osserva con spirito critico, accetta i feedback con entusiasmo. Vede se stesso trasformarsi, e la fiducia cresce.
A fine giornata, esausto ma felice, mi dice: “Non ho mai fatto così tante sciate di qualità in vita mia. Mii sento davvero più sciatore.”
La curva incisa:
L’ultimo giorno decidiamo di osare. Giornata limpida, neve compatta ma non ghiacciata.
Risaliamo fino a Plateau Rosà, poi giù verso Valtournenche. Le piste larghe e pendenti ci invitano a spingere. È il momento di testare la sciata carving.
Lo guido con la voce e l’esempio: “Lascia fare allo sci, non cercare il controllo a tutti i costi. Stai nel flusso, appoggia il ginocchio, inclina il busto. Fidati del tuo corpo”. Matteo carva. Le spatole entrano, il corpo segue, la traiettoria incide. Le lamine mordono la neve. Non c’è più rumore di spazzolata. Solo silenzio e accelerazione fluida.
Alla fine della discesa, si ferma, mi guarda e ride: “Così intendevi per ‘sentire la neve’? Mi sento su rotaie”. Sì, esatto.
Ora ci siamo.
Risultato: una trasformazione vera In cinque giorni Matteo è passato da “sciatore esperto ma impreciso” a uno sciatore tecnico, consapevole, fluido. Abbiamo scalato ogni curva come si affronta una parete: con attenzione, metodo e coraggio. E io ho visto negli occhi quella scintilla: il piacere autentico della sciata ben fatta.
Ti rivedi in Matteo? Hai già una buona base ma senti che ti manca “quel qualcosa” per fare il salto di qualità? Lavoriamo insieme. Campo libero, ascolto, tecnica e passione.
Ti accompagno in una settimana intera di progressione continua, per riscoprire il piacere della curva perfetta. Scrivimi.
Ski Safari tra Cervinia e Zermatt: una Giornata con la Famiglia Thompson
Quando mi contattano per organizzare uno Ski Safari Cervinia & Zermatt, so già che non sarà una giornata qualsiasi.
Quello che cerco di costruire è un’esperienza su misura, fatta di sci, natura, logistica fluida e piccoli momenti memorabili.
Come quella volta con la famiglia Thompson: quattro americani, in vacanza per la prima volta sulle Alpi italiane e svizzere.
Li incontro alle 9:00, puntualissimi, in hotel al Saint Hubertus. Hanno volti sorridenti e ci dirigiamo ad affittare il materiale idela da sci da Sport Center Cervinia.
In pochi minuti capisco: ognuno ha esigenze diverse, ma vogliono vivere insieme qualcosa di speciale. E soprattutto vogliono affidarsi a qualcuno che li guidi, li protegga, li ispiri.
La magia inizia sulle piste di Cervinia:
La giornata è perfetta, cielo terso, temperatura ideale, neve compatta sul versante italiano. Partiamo dalla zona Cime Bianche Laghi, curve di riscaldamento per valutare i livelli. Dopo due discese, adatto il programma:
Il mio obiettivo è uno solo: farli sciare insieme, ognuno al proprio livello, ma con la sensazione di far parte della stessa esperienza.
Zermatt: il versante svizzero tra carving e cioccolata calda
Alle 11:00 siamo già sul versante svizzero. Lì, il panorama cambia: il Cervino si staglia imponente come solo da questo lato sa fare, e le piste diventano più tecniche.
Scelgo il terreno con cura, valutando l’esposizione al sole e lo stato della neve. Un professionista della montagna deve sempre anticipare.
Prenoto con un messaggio il nostro tavolo per pranzo a Chez Vrony, un ristorante sulle piste che rischia spesso il tutto esaurito.
Nel frattempo, propongo un percorso tecnico a Jake, mentre accompagno Emily e la madre in una lunga traversata panoramica fino a Sunnegga. David si aggrega a me per un paio di consigli su come gestire meglio i cambi di pendenza.
Alle 12:00 siamo seduti tutti insieme con un piatto di rösti fumante davanti, e un bicchiere di champagne ghiacciato. Emily ride. Jake vuole sapere come si impara a “sciare come gli italiani”. Susan mi chiede se dopo posso portarli sul Plateau Rosa.
Una guida, non solo un maestro.
Nel pomeriggio il tempo cambia leggermente. Nuvole in arrivo da nord. Valuto rapidamente: meglio rientrare in Italia con anticipo per evitare eventuali code o raffiche in quota. Attraversiamo il ghiacciaio con una lunga discesa che alterna curve condotte, pause fotografiche, e un paio di consigli su come migliorare l’equilibrio centrale nelle curve lunghe.
Ogni scelta, ogni pista, ogni minuto è pensato per loro: non devono preoccuparsi di nulla. Mi occupo della sicurezza, della logistica, della tecnica, delle emozioni.
Rientro a Cervinia: un successo condiviso Alle 16:00 rientriamo a Cervinia.
Quasi 4.000 metri di dislivello scesi insieme. Jake vuole fare l’ultima nera. Emily ha gli occhi lucidi per la fatica e la felicità. David e Susan si scambiano uno sguardo: sanno che questa giornata vale più di mille parole. Prima di salutarci, Susan mi stringe la mano e mi dice: “Non pensavamo di trovare uno ski guide/coach così completo. Hai fatto la differenza. Domani replichiamo?”
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Heliski & Freeride a Cervinia: un'esperienza esclusiva da condividere
Disegnare esperienze indimenticabili è la mia specialità. Quando Sophie mi ha contattato da Londra, voleva regalare a Mark qualcosa di unico per il suo compleanno. Ma non era solo per loro due: con loro ci sarebbero stati anche Anna e Thomas, amici stretti, tutti amanti della montagna, con un livello di sci intermedio/avanzato e grande voglia di vivere qualcosa di speciale.
E così ho creato per loro una giornata di heliski e freeride a Cervinia, costruita su misura, lontana dai circuiti affollati, pensata per offrire emozioni autentiche, sicurezza assoluta e panorami da togliere il fiato.
Un regalo diverso, un’avventura tra amici Mark non sapeva nulla. L’ha scoperto solo la mattina, mentre ci preparavamo per uscire.
Gli occhi gli si sono illuminati: “Davvero voliamo lassù?”. Con due rotazioni di heliski, su pendii selezionati per esposizione, innevamento e accessibilità, ho curato ogni dettaglio: briefing di sicurezza, verifica attrezzatura, zaini ABS, ARTVA, sci freeride o splitboard in base alle esigenze. Ogni partecipante si è sentito seguito, sicuro e valorizzato.
Nessun rischio inutile, solo il piacere puro della discesa in neve fresca. Il volo, il silenzio, la magia Salire in elicottero sopra Cervinia è un momento che resta.
Sotto di noi, la maestosità del Cervino, i valloni immacolati, il bianco assoluto che si perde all’orizzonte. Poi l’elicottero ci lascia in quota. Resta solo il silenzio. Quel silenzio sospeso che esiste solo in alta montagna. Un attimo perfetto, in cui tutti si guardano, sorridono, e sanno che stanno per vivere qualcosa di raro.
Due discese memorabili:
La prima linea è fluida, su pendii aperti, con neve fresca e perfetta. Le curve scorrono una dopo l’altra. Sophie e Anna ridono, Mark scia concentrato, Thomas si lascia andare sempre di più. Nella seconda discesa cambiamo versante, leggermente più tecnico ma perfettamente adatto al gruppo. Le emozioni si moltiplicano, e ogni curva racconta libertà, eleganza, e un senso di privilegio.
Un pranzo vista Monte Cervino:
A fine giornata ci aspetta una baita con il tavolo già pronto, affacciata su un panorama da cartolina. Tagliere valdostano, vino internazionale, caminetto acceso. Mark alza il bicchiere: “Questo è il miglior compleanno della mia vita”. Anna sorride: “E non è ancora finita”.
La tua prossima avventura è qui
Organizzo ogni uscita in base al tuo livello tecnico, ai tuoi desideri, alle condizioni migliori della giornata. Lavoro in modo indipendente, senza vincoli, per garantirti massima flessibilità, sicurezza e cura dei dettagli.
Che tu venga da solo, in coppia o con un piccolo gruppo di amici, la mia priorità è creare un’esperienza esclusiva e irripetibile, dove tutto è pensato per farti vivere la montagna in modo autentico e sicuro.
Scrivimi ora per progettare insieme la tua giornata di heliski o freeride a Cervinia. Risponderò personalmente per costruire con te ogni dettaglio.
6 Amici, 10 Giorni sulle Alpi: Sci, Emozioni e Avventure Indimenticabili
Sono arrivati da quattro paesi diversi: Philip da Londra, David da New York, Luca da Zurigo, Théo da Parigi, e con loro due fidanzate, Clara e Emma, che condividono la passione per la montagna e le piste.
Per loro, questa vacanza è stata molto più di una semplice settimana bianca. Era il desiderio di vivere insieme, condividere risate, sfide e momenti di pura libertà sulle piste più belle delle Alpi.
Io ero al loro fianco, a organizzare tutto nei minimi dettagli, per farli sentire liberi di godersi ogni curva e ogni istante. Ogni mattina, un nuovo mondo da scoprire.
Alle 8:00 del mattino, il minivan li aspetta puntuale al Principe delle Nevi, pronto a portarli verso una nuova avventura: Cervinia, Courmayeur, La Thuile, La Rosière, Chamonix...ogni giorno una località diversa, ogni giorno piste segrete dove la neve è fresca o compatta e le piste poco frequentate.
Sulle nevi, il gruppo si divide in coppie e piccoli gruppi, ognuno secondo il proprio ritmo e livello, Philip e Théo amano le curve ampie e la velocità, mentre Clara, con un livello intermedio, si concentra sul miglioramento della tecnica e sulla sicurezza.
Emma e Luca invece apprezzano i panorami e la sciata rilassata, godendosi la montagna in tutta la sua bellezza. Philip dice: “Non ho mai sciato su piste così perfette e così poco affollate. È come avere la montagna tutta per noi”. Clara racconta: “Con l’aiuto di Pietro, ho superato le mie paure e migliorato davvero. È bello sentire che la guida pensa a tutto, dalla sicurezza all’attrezzatura”. Emozioni sulla neve: il cuore della vacanza Immagina la sensazione di libertà quando lasci alle spalle la folla, e ti trovi su un pendio immacolato, circondato da cime innevate che si perdono all’orizzonte.
Il silenzio è interrotto solo dal rumore degli sci sulla neve perfetta.
Clara sorride mentre perfeziona le curve sotto la mia guida, sentendosi sicura e motivata, mentre Mark e David si sfidano su discese più ripide, la competizione amichevole accende l’adrenalina. David confessa: “La giornata passa volando quando stai con un gruppo così, e con Pietro che ci porta sempre in posti da sogno”.
Durante le pause, condividiamo risate e storie, circondati da panorami mozzafiato, il Cervino, il Monte Bianco che si staglia imponente all’orizzonte, le vallate silenziose e scintillanti sotto il sole.
La cura di ogni dettaglio, per un’esperienza senza pensieri
Ogni sera, preparo per loro skipass e attrezzatura, scegliendo gli sci più adatti per le condizioni e i loro obiettivi tecnici del giorno successivo.
Ogni pranzo è un momento speciale: rifugi caratteristici o ristoranti esclusivi, sempre prenotati in anticipo e scelti in base ai desideri del gruppo, dalle pizze tradizionali ai piatti gourmet con vista sulle montagne.
Emma racconta: “Non avrei mai pensato che un’organizzazione così precisa potesse cambiare davvero la qualità della vacanza”. La sera, tra cene organizzate nei migliori ristoranti di Cervinia, con tavoli riservati anche nei locali più affollati, ci scambiamo impressioni, si festeggiano i progressi e si pianifica il giorno successivo.
Un mix perfetto di sport, natura e amicizia
Questi 10 giorni sono stati un equilibrio perfetto tra guiding, lezioni tecniche, sci libero, momenti di puro divertimento e relax.
Il gruppo è cresciuto insieme, ognuno ha migliorato la propria sciata, mentre la complicità e l’entusiasmo hanno reso ogni giornata speciale. Luca dice: “Con Pietro al fianco, ogni discesa è stata una scoperta. È più di un maestro di sci, è un vero compagno di avventura e Ski Specialist”.
Alla fine, il sorriso di Clara quando affronta una nuova pista con sicurezza, le risate di Philip e Luca sulle discese più impegnative, l’entusiasmo contagioso di Emma e David, sono la migliore conferma che questa esperienza è stata davvero unica.
Vuoi vivere anche tu una vacanza su misura così? Contattami e organizzerò per te e i tuoi amici un tour esclusivo sulle piste più belle delle Alpi, con la cura di ogni dettaglio e l’attenzione a far emergere il meglio della tua passione per lo sci.
Tu devi solo vivere la magia della montagna. Al resto, penso io.

Villa Joan
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